Ossidazione biologica

processo biologico ad opera di microrganismi

 

L'impianto prevede uno stadio di ossidazione biologica prima dello scarico delle acque trattate in fognatura. Esso è realizzato in una vasca di C.A. di circa 1.000 mc., coperta e captata con gli sfiati avviati al postcombustore termico rigenerativo per evitare la formazione di odori.

Come mezzo ossidante si utilizza ossigeno puro che viene inviato sotto forma di micro-bolle nella vasca. L'utilizzo di ossigeno puro al posto dell'aria consente un maggior potere ossidante ed evita l'azione di strippaggio degli odori da parte della corrente d'aria insufflata in vasca negli impianti tradizionali.

La reazione biologica di degradazione delle sostanze organiche, ad anidride carbonica ed acqua, avviene in regime termofilo a differenza degli usuali impianti biologici esistenti che operano in regime mesofilo.

La massima potenzialità ossidante del sistema è pari a circa 300 kg/h di O2 somministrato.

L'impianto è coperto da brevetto in concessione d’uso (Brevetto europeo per invenzione industriale EP2526067B1 del 14/01/2011) e la sua particolarità consiste nell'adottare la tecnologia del letto fluido a massa adesa, ciò consente di poter trattare anche matrici organiche refrattarie quali i reflui organici decadenti da processi chimico-farmaceutici, con alte rese di abbattimento.

L'ossidazione biologica è seguita da un sistema di ultrafiltrazione (sistema MBR) e di nano-filtrazione con ritorno delle specie molecolari non sufficientemente degradate al bioreattore termofilo per il completamento del loro processo di degradazione.